8 COSE CHE POSSIAMO IMPARARE DALLE PIANTE



“Gli alberi sono liriche che la terra scrive sul cielo. Noi li abbattiamo e li trasformiamo in carta per potervi registrare, invece, la nostra vuotaggine.”Kahlil Gibran

Spesso viviamo freneticamente alla ricerca della realizzazione di noi stessi e ci dimentichiamo di fermarci ad osservare quello che abbiamo intorno a noi.

Delle volte diamo per scontato l’importanza delle piante: ci scordiamo che moriremmo senza di loro ma che loro senza di noi potrebbero sopravvivere benissimo.

Ti sei mai sentito grato per le piante?

Hai mai provato a meditare sotto un albero o stare fermo ad osservarlo nei dettagli?

Questo potrebbe darti un senso di pace e connessione profonda ed aiutarti a far passare i pensieri superflui come è successo a me oggi osservando il susino che ho in giardino.

Semplicemente osservando e studiando le piante possiamo apprendere delle belle lezioni di vita:

1- SONO MOLTO ADATTABILI E SANNO RIGENERARSI

Interagiscono con l’ambiente in cui si ritrovano; per esempio se si trovano su una zona molto ventosa si lasciano modellare dal vento e si sviluppano in larghezza più che in altezza o in obliquo.

un esempio sono i pini lungo la costa
che vengono inclinati dal vento

Se invece sono in una foresta fitta tenderanno a crescere in altezza per cercare la Luce, se sono in un terreno asciutto cercheranno di approfondire le radici per cercare l’acqua in profondità…

Sanno accontentarsi di molto poco e vivere da sole in luoghi impervi ed impensabili.

Se spezzate da un fulmine, tagliate dall’uomo o danneggiate in altro modo reagiscono cercando sempre una soluzione per rigenerarsi. Anche se sanno che non saranno più come prima cercano di trovare il modo per tornare nel loro stato ottimale.

nononstante le grandi ferite
questo albero ha voluto resistere



2- SONO GENEROSE ED OFFRONO GRANDE ABBONDANZA

Prima seduto sotto l’albero del mio giardino ho notato l’abbondanza dei fiori che questo ha prodotto: centinaia di centinaia.

Non tutti i fiori diventeranno frutti come non tutti i semi diventeranno piante. Alle piante non interessa, continuano a produrre sperando che da un fiore un giorno potrà nascere un’altra pianta.

sdraiandomi sotto il mio susino
mi sono meravigliato dell’abbondanza di fiori

Avete mai pensato quanta energia ed abbondanza c’è in un singolo seme?

Da questo si può potenzialmente sviluppare un altra pianta che può produrre centinaia di fiori, decine di frutti e migliaia di semi!

Ho notato che questa abbondanza attira altra abbondanza, infatti dai fiori venivano attratte moltissime api ed altri insetti che se ne nutrono. I fiori vengono così impollinati e possono diventare frutti. Questi verranno mangiati e i semi ridistribuiti alla terra. E’ tutto un ciclo.


le api ricevono nutrimento
in cambio del servizio d’impollinazione



3- HANNO CALMA E SANNO ASCOLTARSI

La loro crescita è lenta e graduale, crescono più veloci da giovani ma poi si stabilizzano e i cambiamenti sono sempre più sottili. Prima che incomincino a produrre i primi frutti passano diversi anni.

Avete mai piantato un seme? Vi è mai capitata quella sensazione di pensare ma quanto ci mette a germogliare, non sarà mica morto? E poi dopo aver perso le speranze e averlo dimenticato questo è germinato?

Loro hanno molta più pazienza di noi. Non avendo le gambe hanno imparato a stare ferme per molto tempo :)

Si adattano all’ambiente che cambia. Odiano i cambiamenti repentini: da caldo a freddo o da secco a troppo umido ma si sanno ambientare molto bene ai cambiamenti graduali.

Sanno riposarsi quando c’è bisogno di riposare (durante l’inverno) e produrre quando le condizioni lo permettono (d’estate). Infine non sono sempre molto produttive ma dosano le loro energie, ci sono anni che produco tanto ed anni che invece producono meno. Insomma capiscono quando ce n’è e quando non ce n’è, senza abbattersi.


pianta in letergo invernale

Il concetto di pazienza e ricerca di scopo nella vita attraverso la metafora dell’abete è spiegato bene in questo video di Tommaso: 10 lezioni imparate dalle piante.

4- SANNO INTERAGIRE TRA DI LORO

Magari non lo sappiamo o non lo notiamo ma le piante comunicano tra di loro, questa comunicazione avviene spesso a livello radicale.

Immaginate le loro radici come una rete internet che permetto loro di entrare in contatto e scambiarsi informazioni.

Avete mai sentito parlare di permacoltura?

Questa in sintesi è una tecnica di coltivazione che sfrutta la capacità d’interazione tra le piante, le une sostengono le altre in sinergia. Alcune offrono la possibilità di fertilizzare il terreno altre quella di supporto fisico, alcune hanno bisogno di molto sole ed altre invece di essere protette da questo e così via… Ognuna offre i suoi doni a supporto dell’altra.

5-L’ETA’ E LE IMPERFEZIONI LE RENDONO UNICHE E BELLE

Se si osservano bene gli alberi vecchi hanno molte imperfezioni: hanno diverse ferite, spesso sono storti o bitorzoluti, hanno la corteccia ruvida che si stacca e alle volte sono cavi e ci si chiede come facciano a stare in piedi.

Nonostante ciò sono ancora in grado di produrre fiori bellissimi e profumati.(foto Slovenia dentro albero e Susino storto)

Le loro imperfezioni sono frutto delle loro specifiche storie ed esperienze che le hanno modellati nel tempo facendoli diventare unici ed incantevoli.

Vi è mai capitato di dire che meraviglia questo albero?

Era un albero giovane e simile a molti altri o un albero che magari ha centinaia di anni ed è pure storto?


in Sardegna si possono vedere molti
ulivi secolari e maestosi pieni di “difetti”

 6-SANNO AMARE INCONDIZIONATAMENTE

Sanno essere al servizio degli altri e donano i propri frutti senza aspettarsi nulla in cambio.

Le piante purificano l’aria e ci donano l’ossigeno per respirare, i frutti per nutrirci e curarci, la legna per costruire e scaldarci, la chioma per ripararci dal Sole e molto altro…

Sono infiniti i doni che possiamo ricevere dalle piante e spesso li diamo per scontati.

Donano senza aspettarsi che vengano ricambiate immediatamente.

Ma sanno che più donano e più in realtà sono ricche, infatti così aumenta la loro probabilità di essere apprezzate, curate, valorizzate, amate e diffuse.


abbracciare gli alberi può essere molto benefico

7-PIU’ SONO INDEBOLITE E PIU’ SONO ATTACCABILI DA ALTRI PARASSITI

Quando le piante vengono indebolite da fattori esterni come potature, eventi atmosferici, insetti, funghi o altri patogeni vengono inevitabilmente danneggiate.
Se non reagisco in fretta e con forza a questi attacchi è probabile che le loro difese vengano gravemente compromesse.
Questo porterà poi a facilitare l’ingresso e la proliferazione di altri patogeni.
Se invece reagiscono subito producendo resina, cicatrizzando le ferite, producendo altre foglie per compensare quelle perse o producendo delle barriere legnose contro i funghi riescono a circoscrivere il danno riuscendo poi a superarlo.
Non si lasciano abbattere dalle difficoltà.

8-LA PARTE CHE CONTA DI PIU’ E’ QUELLA CHE NON SI VEDE

Sapete qual’è?

Sono le radici.

Senza radici forti, stabili e profonde un albero può essere alto, forte e bello quanto volete ma alla prima tempesta può venire sradicato.

Il lavoro delle radici non si vede ma estraggono acqua e minerali dal terreno, ancorano la pianta, le permettono di comunicare con i propri simili e di difendersi dai nemici attraverso il rilascio di sostanze chimiche.

Le piante sanno che prima di sviluppare l’esterno devo sviluppare l’interno.

Se avete mai piantato il seme di cui parlavo prima, avrete notato che prima di sviluppare il fusto e le foglie una pianta sviluppa le radici.


seme di avocado che ho fatto germinare

Le radici insomma sono le fondamenta che danno forza ed energia alla pianta. Se queste sono superficiali o marce non c’è speranza per la futura crescita e sopravvivenza della pianta.

Se stanno bene e sono in un terreno dove possono svilupparsi possono portare nel tempo a tantissimi frutti sani.

Nonostante ciò, poiché non si riesce a vedere o a stimare questa parte nascosta, spesso la dimentichiamo o ne diamo poco importanza.

Se ti interessano questi argomenti e vorresti approfondire l’intelligenza delle piante ti consiglio il libro del professor S. Mancuso: plant revolution.

QUINDI:

Osservando l’albero di susine del mio giardino ho capito che le piante sono delle maestre di vita che ci possono insegnare a:
non lamentarsi delle situazioni in cui si nasce ma adattarsi al meglio con quello che abbiamo a disposizione.
non abbattersi se ci capitano delle sventure ma reagire fino all’ultima goccia di energia. Bisogna mantenere alto il livello delle nostre vibrazioni, della nostra energia facendo cose che ci fanno stare bene. Questo per essere forti e resistenti alle eventuali sventure.
essere generosi:  donare senza aspettarsi di venire per questo ricambiati.
-Sviluppare le virtù della calma e dell’ascolto: crescere un po’ tutti i giorni e sapere che i risultati dei nostri sforzi arriveranno con il tempo. Sapere ascoltare gli altri ma soprattutto se stessi, quello che ci dice il cuore, capire i momenti in cui produrre e quelli in cui riposare.
interagire e aiutare gli altri offrendo i nostri doni più caratteristici.
-apprezzare i nostri difetti e valorizzare le nostre esperienze che ci hanno cambiato e resi unici.
-capire che quello che conta veramente giace sotto la superficie ed è difficilmente misurabile.

Questa parte più nascosta in noi costituisce il carattere, l’inconscio e la nostra spiritualità.

E’ quella di cui dobbiamo avere più cura perché i soldi, le case, il lavoro, l’aspetto e le persone vanno e vengono.

Se avremo delle fondamenta interiori solide e sane sapremo reagire sempre in maniera positiva alle difficoltà reinventandoci e adattandoci alle nuove situazioni.

Si può veramente imparare tanto dalle piante basta osservarle attentamente, passare più tempo con loro ed imparare ad ascoltare i loro messaggi.

E te cosa hai imparato dalle piante?

Ti sono mai arrivati dei messaggi?

Se ti va di raccontarcelo puoi scriverlo nei commenti qui sotto.

   

Un abbraccio,

Pietro