SEI SODDISFATTO DELLA SCUOLA?

 

Hai mai avuto lo sconforto di non sapere che scuola scegliere o di che cosa fare finiti gli studi?

Ti è capitato di chiederti a cosa mi servirà tutto quello che ho studiato se non so come applicarlo?



La scuola di oggi a mio parere non indirizza e non prepara alla vita reale. 

Da bambino e da ragazzo ho sofferto molto il sistema impositivo scolastico. Adesso mi sto rendendo conto che la scuola e molti insegnanti non hanno tanto a cuore lo sviluppo personale dei ragazzi ma soprattutto finire il programma e quindi il loro lavoro.

Al liceo scientifico mi sono reso conto di avere studiato un enorme quantità di nozioni teoriche senza un perché, senza un focus ed un organizzazione per far fruttare queste nozioni.

All’Università (scienze agrarie) pensavo che finalmente avrei avuto idee da applicare ma anche qui per la maggior parte dei corsi ho ricevuto molte nozioni che non hanno trovato applicazione e che quindi sono andate dimenticate.

Penso che il sistema scolastico non aiuti a formare la personalità di ognuno ma spesso imponga degli standard da rispettare assegnando delle etichette di bravi ragazzi a chi studia sempre tutto senza discutere con i professori e di cattivi ragazzi a chi ha pensieri autonomi, ama studiare anche altre cose oltre allo sterile programma scolastico e pone domande scomode che vanno oltre a quello che c’è scritto o detto dai professori.


 

L’HO VISSUTO SULLA MIA PELLE

Da bambino ero molto vivace e spesso venivo sgridato per questo. Mi ricordo che mi costringevano a stare in fila ordinata e che mi imponevano di mangiare tutto anche se non era buono (io mettevo i filetti di platessa surgelati che odiavo nel grembiule portandomeli a casa piuttosto di non farmi sgridare). Poi dalle medie alle superiori ho sempre studiato quello che mi imponevano con il paraocchi, non capendo a cosa servissero tutte quelle nozioni ma facendolo e basta per non essere punito con ulteriori compiti, note a casa o addirittura essere rimandato per ripetere l’anno.

Tutto era spinto sulla base della punizione e dell’autorità dei professori e non sul piacere, sul divertimento, sulla curiosità o sull’utilità di quello che si studiava.



Non voglio dire che la scuola sia stata inutile anzi, sono contento delle nozioni che ho ricevuto che mi hanno permesso di poter leggere, scrivere, e capire i numeri e la storia. Però non posso dire che mi abbia aiutato a rendermi una persona felice, realizzata e consapevole di quello che sono.

Ho fatto tanti sacrifici per la scuola che mi ha portato via tanti pomeriggi e weekend per lo studio, l’ho sempre messa al primo posto rispetto a tutte le altre esperienze ma questo non ha fatto di me una persona sicura e soddisfatta.
Anzi dopo le superiori mi sentivo molto insicuro su cosa fare e per niente pronto ad affrontare la vita autonoma e reale. Mi sono iscritto all’Università perché “dovevo” avendo fatto il liceo scientifico. Ma non mi sentivo pronto e sicuro di quello che volevo fare, ingegneria sembrava il corso più utile ed era quello che facevano anche i miei compagni per cui ho scelto quello. Col tempo però studiare è diventato sempre più pesante ed insignificante, ho anche cambiato facoltà e mi sono laureato ma è rimasto in me sempre un senso di vuoto.



FINITA L’UNIVERSITA’ ERO INSODDISFATTO PER CUI HO PRESO E FATTO UN VIAGGIO IN SUD AMERICA

Questo mi ha permesso di confrontarmi con me stesso, con le mie paure ma anche con i miei talenti. Ha permesso di mettermi in gioco e creare la mia strada senza che gli altri me la imponessero.
Ho fatto molte esperienze di umanità e vita reale, alcune molte belle altre più spiacevoli. Sono entrato in una connessione profonda con la Natura e con diverse culture e modi di pensare. Ho fatto anche delle esperienze di volontariato in alcune fattorie e in una specie di ostello, ho fatto tanto yoga, surf ed esperienze mai fatte prima.

Mi sono sentito veramente vivo, utile e me stesso.

POI HO VOLUTO PROSEGUIRE CON ESPERIENZE ALL’ESTERO

Tornato in Italia ho voluto proseguire con le esperienze all’estero facendo il cameriere in alcuni ristoranti.
Non sono state esperienze facili ma mi hanno fatto ben capire com’è la vita reale, com’è essere al servizio degli altri e non pensare solo a se stessi. Ho imparato ad adattarmi alle situazioni che capitavano, a reagire di fronte alle difficoltà e a superare le mie timidezze.

Tutte queste cose la scuola non me le ha insegnate anzi è come se me le nascondesse.

Per questo, consiglio a tutti i ragazzi che sono stati delusi dalla scuola o sono indecisi e insicuri di che percorso intraprendere, innanzitutto di accettarsi per quello che sono, accettare l’insoddisfazione che fa parte della vita come il bene e i male. Dopo di che consiglio di mettersi in azione e di prendersi un momento per loro, magari di viaggiare per staccarsi dai genitori e dagli amici di sempre per uscire dagli schemi che li rendono infelici ed incominciare a conoscere se stessi e la vita reale. Molte preoccupazioni scompariranno facendo le cose che ci si ritrova a fare la fuori, sperimentando si riuscirà a capire per cosa si è più portati e per cosa meno e quando finalmente si è trovata una cosa che fa stare bene si può approfondirla, studiarla e poi condividerla in modo da creare valore anche per gli altri.

Seguendo il proprio cuore e le proprie predisposizione la vita prende un altro gusto, tutto riesce meglio e quando si vede che si riesce a fare la differenza per gli altri attraverso qualcosa che ami allora nessuno può fermarti.

Non sto parlando di idealizzazioni, ci si può realizzare anche facendo lavori semplici come il cameriere (che tra l’altro permette di conoscere molte persone nuove) o lavorando in una fattoria (io ero felicissimo quando ho lavorato in una fattoria in Costa Rica) o facendo molti altri lavori umili. L’importante è muoversi e non permettere di lasciarsi dire da nessuno che non vali niente.

Alla fine non importa con che lavoro cominci, al giorno d’oggi secondo me c’è troppa pressione dalla società per fare carriera e lavori di prestigio, secondo me l’importante è iniziare con qualsiasi cosa ma farla con passione, amore ed impegno.

Ora voglio ricordare una frase di Martin Luther King:

“Un uomo chiamato a fare lo spazzino dovrebbe spazzare le strade così come Michelangelo dipingeva, o Beethoven componeva, o Shakespeare scriveva poesie. Egli dovrebbe spazzare le strade così bene al punto che tutti gli ospiti del cielo e della terra si fermerebbero per dire che qui ha vissuto un grande spazzino che faceva bene il suo lavoro.”

Perché è più importante come lo fai piuttosto di che cosa fai.

Questo l’ho imparato quando facevo il cameriere in Slovenia: dopo un primo periodo di entusiasmo per un lavoro nuovo ho avuto parecchie difficoltà con il capo che mi controllava ossessivamente se facevo le cose correttamente e più mi osservava e più mi sentivo insicuro e più sbagliavo. Inoltre mi sono venuti molti dubbi sul perché lo stessi facendo nonostante avessi una laurea e mi sentivo solo ed incompreso in un ambiente e in un posto a me non famigliare.
La mia autostima era a terra e stavo per mollare perché non mi sentivo all’altezza. A un certo punto però non avendo più niente da perdere ho fatto uno switch mentale, mi sono detto che per un ultimo periodo avrei lavorato con più leggerezza ma cercando di dare il meglio di me stesso senza pensare a cosa dicessero gli altri del mio lavoro, l’ho fatto per me stesso. A quel punto tutto è cambiato, ho cominciato a lavorare meglio ed ero anche più simpatico e disponibile con i clienti i quali hanno cominciato a darmi abbondanti mance per la mia felicità.
Tutto era cambiato perché ho cambiato il focus da cosa facevo a come lo facevo. Alla fine sono uscito vittorioso da quel posto, più ricco e sicuro.

Per questo, secondo me, se non si sa bene cosa fare dopo il liceo o dopo l’Università è meglio non parcheggiarsi e accontentarsi della prima cosa facile da fare sotto casa o di proseguire per forza il lavoro dei genitori, ci sarà sempre tempo per quello.
Piuttosto prendersi un periodo per sperimentarsi in un luogo sconosciuto, per fare esperienze di vita reale. Passato questo periodo poi si avranno le idee un po’ più chiare su cosa fare: magari si vorrà continuare a fare un lavoro che si è scoperto piacere, magari si vuole sperimentare altri lavori o altri luoghi o magari si scopre di volere fare l’università che si vuole. Qualunque cosa sia la si farà non perché è facile, la fanno i propri amici di sempre o ce la dicano i nostri genitori ma perché si è più convinti della propria scelta in base alle proprie attitudini e perché si è visto come gira il mondo e di cosa c’è realmente bisogno.

“Scelte difficili, vita facile. Scelte facili, vita difficile” Jerzy Gregorek

Un altro esempio pratico è quello del viaggio/lavoro in Australia: ho amici che sono andati e sono tornati dopo poco molto motivati e sicuri di fare l’Università altri che hanno fatto una bella esperienza per imparare l’inglese, altri che hanno acquisito sicurezza e competenze pratiche da applicare poi qui in Italia altri invece che si sono trovati talmente bene da fare di tutto per rimanere.

DETERMINAZIONE

Ognuno è diverso e ha un proprio percorso da percorrere ma quello che fa la differenza per realizzarsi è la determinazione. Se si è determinati a volere fare quella cosa difficilmente la si mollerà alla prima difficoltà. Se invece si fa una cosa tanto per farla non sarà facile portarla a compimento ed approfondirla.

Questa determinazione personale purtroppo la scuola non me l’ha insegnata. Tutto si faceva perché si doveva fare come dicevano i professori e non perché si vedeva una motivazione o un piacere per farla.
Questa determinazione l’ho imparata nel mondo reale e mi auguro che anche voi la possiate trovare.
Non abbiate fretta ed ansia nel trovarla subito, imparate ad accettarvi anche nell’insoddisfazione ma muovetevi, muovetevi, muovetevi e la troverete!

Se anche voi siete passati o state passando dei momenti di sconforto perché non sapete cosa fare o non vi sentiti determinati per qualcosa sapete che non siete soli e se volete parlarne ci sono.

Per chi ha avuto esperienze di vita diretta che vi hanno cambiato mentalità rendendovi più determinati, sarebbe bello che le condivideste con noi nei commenti.

Grazie,

Pietro