VOLONTARIATO IN COSTA RICA

Ti è mai venuta voglia di visitare un paese tropicale e di entrare in profondo contatto con la sua cultura?

Questo è quello che ho fatto nell’inverno 2017.
Finito il percorso di Laurea triennale, con un po’ di soldi messi da parte sono partito per un viaggio in Centro e Sud America che alla fine è durato per i 6 mesi più belli della mia vita.

Una delle esperienze che mi ha fatto sentire più vivo, utile e in salute è stata quella di fare del volontariato in una fattoria in Costa Rica. Si chiama finca agroecologica Vocaré.

E’ stata un’esperienza unica che consiglio a tutti quelli che vogliono viaggiare in Centro/Sud America. Mi ha permesso di entrare in contatto con gli usi e costumi della gente locale, di connettermi con i ritmi Naturali, di scoprire posti incontaminati, di sentirmi utile e tanto altro.

DOVE E COME E’ COSTITUITA L’AZIENDA

Si trova nel distretto di Upala che è a nella parte centrale a confine con il Nicaragua. E’ una zona fuori dalle rotte turistiche più commerciali per cui anche arrivarci non è stato semplicissimo.

Ma il viaggio ne ha valsa la pena. All’inizio sono entrato come ospite pagante per qualche giorno. Poi ho subito preso interesse nelle attività agricole che svolgevano e dopo poco tempo mi hanno chiesto se volessi rimanere per qualche giorno come volontario aiutando.

Ho subito accettato e qualche giorno sono diventate alcune settimane. E’ unica la semplicità e l’amore che trasmettono le persone in Costa Rica, ho trovato in genere un’empatia e una disponibilità che difficilmente trovo qui in Italia.
Di questo ne parla anche Andrea Bizzocchi nel suo libro Pura Vida in cui racconta degli incontri che ha fatto, delle sue esperienze di vita un po’ in tutto il mondo ma soprattutto in Centro America e in particolare in Costa Rica. Lo descrive come un paese ricchissimo, sia dal punto di vista naturale ma soprattutto dal punto di vista umano. E’ un posto pacifico dove molte persone hanno aperto un proprio business e cambiato il proprio stile di vita.

La fattoria era in realtà molto grande perché si occupava fin dall’origine, di allevamento di bovini. Ernesto, il simpaticissimo proprietario, teneva molto al benessere animale ma anche alla sostenibilità. Per cui ha trasformato i vuoti pascoli nelle sue colline in un sistema agroforestale in cui prato e alberi sono in equilibrio.

Oltre all’allevamento però negli ultimi anni ha sviluppato sempre di più la parte turistica e di auto produzione. Ha costruito diversi lodge bellissimi in legno locale, una piccola serra, un orto biodinamico, dei recinti per animali, un lago per i pesci, una piantagione di cacao e altro ancora.

IN COSA CONSISTEVA IL LAVORO

Tutta questa varietà è stata molto affascinante e lavorare non è stato mai noioso. Ogni giorno c’era qualcosa di nuovo, alle volte si scopriva che un armadillo aveva scavato nell’orto altre volte scappavano le capre e bisognava andare a cercarle e poi si raccoglievano sempre verdure ed altri prodotti nuovi.

I lavori giornalieri erano principalmente:

  • Dare da mangiare agli animali: maiali, capre, struzzi, pecore, oche e pesci del laghetto.
  • Lavorare nella serra dove si coltivavano pomodori, insalate e altre verdure.
  • Lavorare anche nell’orto biodinamico raccogliendo le erbe aromatiche.
  • Pescare i pesci allevati nel laghetto.
  • Raccogliere banane di tante varietà diverse per cucinarle o mangiarle crude.
  • Raccogliere cocchi, cacao ed altra frutta fresca.
  • Lavorare il terreno zappandolo.
  • Produrre il compost con gli scarti della cucina.

Il compost è stato particolarmente affascinante perché prodotto con un metodo giapponese chiamato bokashi in cui si aggiungevano microorganismi per renderlo più potente. Tra l’altro ho scoperto che è un ottimo metodo per fare anche il compost domestico, basta dotarsi di un kit fatto con un secchio particolare e delle bustine di EM (effective microorganism).

RELAZIONI E CIBO SANO: UNA RICETTA PER LA FELICITA’

Ho fatto amicizia con diverse persone che venivano come ospiti o come volontari. Mi ricordo di questa coppia di ragazzi della Costarica che sono stati molto amichevoli. Ci siamo divertiti molto lavorando assieme e facendo delle belle sieste dopo pranzo. Questo veniva cucinato su dei fornelli a legna in  terra cruda da ragazze originarie del posto.

Si mangiava riso e fagioli in tutte le salse, uova, pesce da noi pescato, verdure e qualche volta carne. Erano pasti molto semplici ma buonissimi. Penserete che mi sia mancato il cibo italiano e invece stavo benissimo perché era cibo sano, fresco e che mi faceva stare in salute.

LA STORIA DI ERNESTO, IL PROPRIETARIO

C’erano tanti cani, Ernesto infatti veniva da San José, la capitale, dove si era precedentemente occupato di vendere cibo per animali in un negozio. La sua storia era molto bella: aveva studiato veterinaria ma non è riuscito a laurearsi, ha fatto diversi lavori ma sopratutto quello di venditore di mangimi. Aveva uno stile di vita frenetico ma soprattutto era dipendente dall’alcool e dal sesso. Era uno stile di vita che lo stava portando sempre più in basso  fino a quando fortunatamente ha incontrato Leslie, la sua attuale moglie, con la quale hanno deciso di trasferirsi nella fattoria di suo padre che al tempo era praticamente abbandonata. E’ qui che grazie al lavoro a contatto con la Natura si è calmato ed è riuscito ad uscire dalla dipendenza e a trovare più serenità e felicità.

Ora è molto attivo per diffondere i principi di agricoltura biologica sia ai bambini di scolaresche locali che ai contadini vicini.

E’ grazie a lui che mi sono riappassionato dell’agricoltura e della vita sana a contatto con la Natura.

HO STABILITO CONNESSIONI MERAVIGLIOSE

Oltre al lavoro in fattoria ho passato dei bellissimi giorni con la loro famiglia con cui abbiamo fatto delle escursioni nel parco forestale vicino dove abbiamo fatto anche il bagno nelle acque termali. Inoltre siamo andati a una festa locale dove abbiamo mangiato tostones (piatto tipico a base di platano fritto), ballato e conosciuto gente locale.

Un giorno mi ha permesso anche di andare a cavallo con un suo dipendente per controllare le vacche. Mi sentivo un mix tra un cowboy e un Indiana Jones che si avventurava tra i boschi e versanti pendenti con il suo cavallo, è stata proprio un’esperienza “wild“. Il cavallo è un animale incredibile che sente le tue vibrazioni, per cui se sei agitato anche lui si agita, mentre se sei tranquillo e sicuro ti ascolta. 


MI SONO ANCHE DISINTOSSICATO

La connessione internet era veramente scarsa per cui ho passato il tempo ascoltando me e la Natura in simbiosi. Dormivo bene andando a letto presto e svegliandomi senza sveglia e fretta all’alba. Ero rinvigorito dal lavoro fisico e dall’acqua fresca del fiume, solo alle volte mi sentivo un po’ solo quando non c’erano ospiti o volontari, ma è stata un’esperienza che mi ha rigenerato.

E’ stata un’esperienza unica che mi è rimasta nel Cuore.

Se anche tu hai avuto esperienze simili di volontariato all’estero fammi sapere nei commenti o personalmente cosa hai fatto.

Se andrai in Costa Rica regalati un periodo di volontariato in una realtà locale e se passassi per Vocarè salutami Ernesto e Leslie!